REGA - Retrospettiva storica sugli elicotteri impiegati dal 1952 ad oggi

Gli inizi del salvataggio aereo

Con lo storico intervento per portare in salvo gli occupanti del Douglas C-53 compiuto sul ghiacciaio del Gauli nel novembre 1946 ebbe inizio in Svizzera una nuova era, quella del soccorso aereo.
In quell’occasione ad intervenire non furono però gli elicotteri ma due aerei Fieseler Storch Fi-156 pilotati dal capitano Viktor Hug e dal maggiore Pista Hitz. I due piloti militari servendosi di questi apparecchi provvisti di sci atterrarono accanto alla colonna di soccorso e portarono in salvo i passeggeri del Dakota, dispersi da sei giorni a 3'350 metri di quota.
Questo episodio fu seguito con molto interesse in tutto il mondo, anche perché ad essere salvati furono alcuni alcuni generali dell’US Army con i loro famigliari.

Novembre 1946 - Il Douglas C-53 Dakota sul ghiacciaio del Gauli

Negli anni successivi per iniziativa del dott. med. Rudolf Bucher (1899-1971), presidente centrale della Società Svizzera di Salvataggio (SSS), vennero mossi i primi passi per creare un'organizzazione specializzata nei salvataggi aerei.
Il 27 aprile 1952 nel corso della nona assemblea annuale della SSS che si tenne a Twann/BE, i delegati approvarono la proposta del medico zurighese. Nacque così la Guardia Aerea Svizzera di Soccorso, conosciuta dapprima con l’acronimo GASS e in seguito con quello di REGA.

I soccorritori-paracadutisti

All’epoca (era il 1952) in Svizzera c’erano solo due elicotteri civili Hiller 360 che erano stati acquistati dalla Air Import di Lucerna. Questi piccoli apparecchi triposto a causa delle loro limitate prestazioni non potevano essere utilizzati in alta montagna. A pieno carico e in condizioni favorevoli erano infatti in grado di atterrare e decollare solamente fino ad una quota di 1'200-1’500 metri circa.
Per questo motivo la GASS fu costretta a trovare delle alternative all’impiego dell’ala rotante. A tal riguardo selezionò un gruppo di soccorritori volontari che nel settembre del 1952 venne inviato in Inghilterra dove partecipò ad un corso di paracadutismo. In caso di necessità questi soccorritori-paracadutisti venivano trasportati sul luogo dell’intervento con un aeroplano dal quale poi si lanciavano con il materiale sanitario necessario. Il compito principale di questi uomini era quello di prestare le prime cure in attesa del trasporto dei feriti a valle, ciò che molte volte veniva effettuato da volontari.
In caso di persone travolte da una valanga i soccorritori per guadagnare tempo erano stati addestrati a lanciarsi insieme ai cani da ricerca.

Un soccorritore-paracadutista si lancia con il suo cane da valanga da un aeroplano Helio-Courier
La discesa verso il luogo dell'intervento


Quando le circostanze lo permettevano per l’evacuazione dei feriti venivano impiegati piccoli aeroplani appositamente equipaggiati per gli atterraggi sulla neve, come per esempio il Piper Super Cub. Tra i primi piloti soccorritori della GASS ci furono l’albergatore grigionese Fredy Wissel e il celebre pilota vallesano Hermann Geiger, veri pionieri nella tecnica d’atterraggio in montagna con aeroplani.
Le missioni di soccorso nei primi anni d’attività furono pochissime se raffrontate ad oggi (6 interventi nel 1953 contro i 14'420 nel 2011!). L’impiego dei soccorritori-paracadutisti nel complesso fu limitato, anche perché questa modalità d’intervento comportava dei rischi tutt’altro che trascurabili.

All'inizio per l'evacuazione dei feriti in mancanza di elicotteri venivano impiegati gli aeroplani


Primi elicotteri di soccorso

In Svizzera la prima dimostrazione delle potenzialità dell’elicottero quale mezzo di soccorso venne effettuata nel 1948 da Alan Bristow. Il pilota inglese si servì del Sikorsky S-51 G-AJHW provvisto di verricello. Le prove di volo si svolsero principalmente sugli aeroporti di Kloten e Meiringen. Anche le prestazioni di questo apparecchio americano, come quelle degli Hiller 360, erano però alquanto limitate, impensabile dunque utilizzarlo per i salvataggi in montagna.
Nonostante le sue limitazioni tutti vedevano comunque già nell’elicottero il futuro del soccorso aereo. Nella fiduciosa attesa che i costruttori fabbricassero nuovi modelli più performanti la GASS iniziò una lunga serie di esperimenti. Procedendo per tentativi vennero così gettate le basi per sviluppare le odierne tecniche di salvataggio.
Dato che non aveva elicotteri propri la GASS fu inizialmente costretta a noleggiarli all’unico operatore civile che esisteva allora, ossia la già citata Air Import.

Primi esperimenti

Nel novembre del 1952 sull’aeroporto di Zurigo-Kloten venne organizzato il primo test. La GASS simulò dapprima un intervento per portare soccorso alle persone travolte da una valanga, e poi un salvataggio su un specchio d’acqua.
A tal riguardo sotto all’Hiller 360 pilotato da Sepp Bauer venne appesa una navicella contenente un soccorritore con il suo cane da valanga. Questo metodo d'intervento si rivelò inefficace e poco pratico, e pertanto venne subito abbandonato.
Il 19 dicembre successivo durante un’esercitazione tenutasi a Davos, Sepp Bauer servendosi di un Hiller UH-12B militare (immatricolato KAB-202) trasportò dapprima un soccorritore con il suo cane da valanga, e in seguito evacuò "il ferito" sistemato su una barella fissata ai lati della cabina.
Gli Hiller UH-12B consegnati all’esercito quello stesso anno furono i primi elicotteri in Svizzera ad essere provvisti di due barelle esterne per il trasporto di feriti.

Aeroporto di Kloten, 15 novembre 1952 - Prime esercitazioni della GASS con l'Hiller 360 della Air Import

Nel corso del 1953 la GASS assistette a due interessanti dimostrazioni. La prima vide come protagonista il Sikorsky S-55 F-BGOY pilotato da Gérard Henri, mentre la seconda vide l’impiego del Bristol Sycamore Mk. 4 G-AMWI pilotato da Peter Wilson. Entrambi gli elicotteri erano equipaggiati con un verricello per le missioni di ricerca e soccorso. Questi apparecchi, oltre che ad essere costosissimi, non avrebbero potuto effettuare missioni ad alta quota sempre a causa delle loro limitate prestazioni.

Primi impieghi pratici dell’elicottero

La GASS impiegò per la prima volta un elicottero in Olanda nel febbraio 1953 dov'era stata chiamata per soccorrere la popolazione sommersa da una gigantesca inondazione. Per questa missione si servì di un Hiller 360 della Air Import con il quale vennero effettuati dei voli di perlustrazione alla ricerca di persone in difficoltà.
Nel gennaio 1954 in seguito alle fitte nevicate numerose valanghe colpirono la popolazione del Voralberg (Austria) provocando decine di vittime. La GASS inviò sul posto un Hiller 360 della Air Import, mentre la Bührle & Co. mise a disposizione il suo Hiller UH-12B. Questo elicottero pilotato da Hansueli Weber effettuò diversi voli per l’evacuazione dei feriti nel villaggio di Blons.

Blons/Austria febbraio 1954 - L'Hiller UH-12B HB-XAC pilotato da Oswald Matti trasporta un ferito adagiato sulla barella esterna


La manifestazione di Zurigo

Tra il 25 e 27 marzo 1955 la GASS organizzò a Zurigo una grande esercitazione per mostrare al pubblico i progressi compiuti in pochi anni nel campo del soccorso aereo. Fu in quell’occasione che vennero presentate al pubblico alcune novità come per esempio il verricello "Liberator", che serviva a calare persone e materiale dall’Hiller UH-12B, una scaletta speciale e la slitta Akja che poteva essere trasportata sotto l’elicottero, un’anticipazione della rete orizzontale introdotta più tardi.
La manifestazione di Zurigo fu seguita da circa 350'000 spettatori. Servì non solo a mostrare il genere d'attività svolto dalla giovane organizzazione, ma anche a raccogliere fondi per finanziare le sue azioni di soccorso.

Zurigo, marzo 1955 - L'Hiller UH-12B HB-XAC pilotato da Oswald Matti trasporta un ferito disteso sull'Akja
Zurigo, marzo 1955 - Il verricello Liberator montato sull'Hiller UH-12B viene usato per far scendere un cane da ricerca
Zurigo, marzo 1955 - Sull'Uetliberg un soccorritore si cala dall'elicottero


I Bell 47G della Heliswiss

A dar man forte agli Hiller a partire dall'inverno 1954/1955 arrivarono i primi Bell 47G in servizio con la Heliswiss che potevano anch'essi trasportare due barelle esterne fissate alle traverse del carrello. Tra le prime missioni di soccorso effettuate da questi appareccchi per conto della GASS va menzionato l'intervento svoltosi il 19 agosto 1955. In quell'occasione il pilota Kunz evacuò un ferito dal Düssistock (zona del Tödi) a quota 2'650 m, un vero exploit tenuto conto delle limitate prestazioni dell’elicottero.
L'arrivo dei primi (Agusta-)Bell 47G2, più performanti rispetto ai modelli della serie G, permise ai piloti di effettuare missioni di evacuazione anche a quote maggiori, fino a 3'000-3'500 metri.

Il Bell 47G HB-XAE della Heliswiss provvisto di barelle esterne (foto prospetto Heliswiss)

Piloti e soccorritori

Come già detto in precedenza, inizialmente la GASS non disponeva di elicotteri propri ma li noleggiava insieme all’equipaggio. Perciò i piloti dovevano seguire dei corsi per soccorritori. Capitava infatti che erano proprio loro i primi (quando non erano addirittura gli unici!) ad arrivare sul luogo dell’incidente e a prestare le prime cure ai feriti. Contrariamente ad oggi insieme a loro molte volte non c’erano né medico né paramedico.

L’arrivo del Bell 47J Ranger HB-XAU

Nel corso del 1956 l’Unione delle cooperative svizzere di consumo (catena Coop) organizzò nei propri negozi una colletta allo scopo di dotare la GASS di un moderno elicottero di soccorso che sarebbe stato messo a disposizione di Hermann Geiger.
Ad essere scelto fu il Bell 47J Ranger, un quadriposto derivato dalla celebre serie Bell 47G. Anche se non propriamente adatto all’impiego in montagna il Ranger aveva il notevole vantaggio di poter trasportare fino a due feriti in cabina ed un assistente medico.
La cerimonia di consegna si tenne il 28 febbraio 1957 a Muttenz nei pressi di Basilea. Per l’occasione il celebre pilota della Bell Joe Mashmann effettuò una dimostrazione di volo.
Questo apparecchio immatricolato HB-XAU fu basato a Sion e venne utilizzato per parecchi anni come eliambulanza dai piloti Hermann Geiger e Fernand Martignoni. Inizialmente venne provvisto di un verricello elettrico che però fu usato solo saltuariamente, soprattutto in occasione delle esercitazioni.

Il Bell 47J Ranger HB-XAU poteva trasportare due feriti distesi all'interno della cabina
Un coraggioso soccorritore si cala dall'HB-XAU sulla torre d'osservazione del Bachtel nell'Oberland zurighese


In montagna, a causa delle sue limitate prestazioni, il Bell 47J Ranger non era in grado di mantenersi in volo stazionario fuori effetto suolo. Impensabile quindi impiegare il verricello in modo sicuro. Per questo motivo fino all’avvento dei Jet Ranger e degli Alouette III gli elicotteri vennero quindi quasi esclusivamente utilizzati per il trasporto dei soccorritori e l’evacuazione dei feriti.
L’elicottero spesso poteva atterrare nelle immediate vicinanze delle persone in difficoltà. Il trasporto dei feriti poteva quindi essere eseguito in modo rapido e delicato. La velocità d’intervento dell’elicottero si traduceva a conti fatti anche in un risparmio sui costi, un aspetto tutt’altro che trascurabile, anche se all’epoca molti di coloro che prestavano servizio per la GASS erano volontari.

La separazione dalla SSS

Il 19 marzo 1960 la GASS si separò definitivamente dalla SSS, e grazie ad una riorganizzazione divenne una società indipendente. Furono anni molto difficili caratterizzati da discussioni e rivalità interne di vario genere che portarono tra l’altro il pilota Hermann Geiger a rassegnare le proprie dimissioni. La spaccatura all’interno della GASS comportò tra l'altro la "secessione" del Vallese.
Nell’aprile del 1965 la GASS mise in servizio l’Agusta-Bell 47J3B-1 HB-XCA, un apparecchio simile all’HB-XAU ma provvisto di un motore con turbocompressore grazie al quale fu possibile effettuare interventi di salvataggio anche ad alta quota.
Nel 1966 si tenne sulla Kleine Scheidegg il 1° simposio internazionale sul salvataggio aereo. In questa circostanza venne presentata la rete per il recupero ed il trasporto orizzontale dei feriti, invenzione di un mastro cordaio svizzero. Al simposio presero parte due elicotteri della Heliswiss: il Bell 47G3B-1 HB-XBT e l’Agusta-Bell 204B HB-XBO equipaggiato con un verricello elettrico. Con questo elicottero molto performante pilotato per l'occasione da Jean-Pierre Füllemann vennero calati in volo stazionario alcuni alpinisti in luoghi impervi.
Un problema tutt’altro che trascurabile in quegli anni fu la limitata disponibilità finanziaria. Grazie all’introduzione delle tessere di socio sostenitore (1966) la giovane organizzazione riuscì comunque lentamente ad uscire dalle cifre rosse.

Il Bell 47G3B-1 HB-XBT della Heliswiss in azione sulla Kleine Scheidegg durante il simposio sull'elisoccorso organizzato nel 1966

1969 - Inizia l'era degli elicotteri a turbina

Nel gennaio 1969 la GASS mise in servizio l’Agusta-Bell 206A Jet Ranger HB-XCU, un moderno apparecchio a turbina che come il Bell 47J Ranger era in grado di trasportare fino a due pazienti distesi ed un assistente medico. Rispetto ai Bell 47 era però più veloce e più performante, anche se lo spazio in cabina era alquanto ridotto.

L'Agusta-Bell 206A Jet Ranger HB-XCU fu il primo elicottero a turbina acquistato dalla GASS

Gli interventi effettuati annualmente erano nel frattempo notevolmente cresciuti. Nel 1970 ne vennero infatti effettuati quasi 600.
Quello stesso anno i piloti della Air Zermatt (che collaborava con la GASS) Günther Amann e Siegfried Stangier parteciparono al secondo simposio internazionale sull’elisoccorso in montagna organizzato sulla Kleine Scheidegg. I due calarono con il verricello alcuni alpinisti sulla famosa parete nord dell’Eiger dimostrando in tal modo che l’elicottero era ormai maturo per effettuare interventi diretti anche in luoghi difficilmente raggiungibili. Per la dimostrazione si servirono dell’Alouette III HB-XDA. Grazie alle sue brillanti prestazioni l’apparecchio francese poteva mantenersi in volo stazionario fuori effetto anche in alta montagna.
L'HB-XDA era inoltre provvisto di verricello, un equipaggiamento indispensabile per un elicottero di soccorso. Il verricello permette infatti di fare scendere il soccorritore laddove l’elicottero non può atterrare.
L’Alouette III è un elicottero al quale la GASS è molto affezionata. La sua introduzione segnò infatti un progresso notevole nel campo del soccorso aereo.
Il primo, immatricolato HB-XDF, fu ufficialmente consegnato il 4 giugno 1971 con una breve cerimonia. Oggi è esposto al museo dei trasporti di Lucerna.

Nel 1971 la GASS acquistò l'HB-XDF, il suo primo elicottero della serie Alouette III
Con l'Alouette III la GASS iniziò ad effettuare i primi salvataggi diretti


Qualche mese dopo, nel settembre del 1971, Günther Amann trasportò in salvo due alpinisti tedeschi in difficoltà sulla parete nord dell'Eiger. Fu in quell'occasione che in Svizzera venne effettuato per la prima volta un salvataggio diretto in parete.
In quegli anni vennero compiuti enormi progressi nel campo dell'equipaggiamento sanitario e in altri ambiti molto importanti come la medicina d'urgenza.
Purtroppo il 1971 fu segnato anche da un evento triste: morì infatti il dott. med. Rudolf Bucher, che fu il fondatore della GASS.

L'arrivo del primo elicottero biturbina

Nel 1973 la GASS acquistò l'MBB BO-105C HB-XEI, che fu il suo primo elicottero biturbina. Più tardi questo apparecchio ed un altro analogo (HB-XEK) vennero sostituiti da versioni più moderne (MBB BO-105 CBS-4) che rimasero a lungo in servizio (HB-XGM, HB-XGT e HB-XGY e HB-XXK).
Nel periodo compreso tra i primi anni '70 e l'inizio degli anni '90 la flotta della GASS fu quasi essenzialmente composta dagli Alouette III nella versione SA 319B, e dagli MBB BO-105 CBS-4.

MBB BO-105 e l'Alouette III - Due elicotteri ormai storici molto apprezzati dalla GASS

La GASS cambia il nome

Fino al 1979 la definizione ufficiale in tedesco era "Schweizerische Rettungsflugwacht", abbreviato in SRFW. La versione francese era invece "Garde Aérienne Suisse de Sauvetage" GASS, quasi come quella italiana "Guardia Aerea Svizzera di Soccorso", con la medesima sigla GASS. Per mettere tutti d'accordo qualcuno propose di usare l'acronimo REGA, peraltro già in uso nelle conversazioni radio, composto da RE (REttungsflugwacht) e GA (da Garde Aérienne), utilizzabile sia in francese che in italiano.

Nuovi elicotteri

Alla fine degli anni '80 la REGA decise di sostituire la sua flotta con elicotteri più moderni. Ad essere scelto dopo un'accurata valutazione fu l'Agusta A109K2 fabbricato dalla nota azienda italiana.
Il primo di questi modelli, immatricolato HB-XWB, entrò in servizio il 14 agosto 1992 ad Untervaz/GR.
La flotta degli A109K2 ha prestato servizio per una dozzina d'anni prima di essere sostituita dai più moderni e performanti Agusta-Westland 109 SP "Da Vinci" e dagli EC-145.
Il primo è un'evoluzione dell’A109K2 ma più spazioso e potente del suo predecessore. L'EC-145 è un elicottero biturbina prodotto dall’Eurocopter che presenta varie affinità con l'MBB BO-105. La REGA ne possiede attualmente sei, il primo dei quali è entrato in servizio il 12 marzo 2003 sull'elibase di Basilea.

Agusta A109K2 HB-XWD (M. Bazzani)
EC-145 HB-ZRF (N. Däpp)
Agusta-Westland 109SP Da Vinci (M. Bazzani)


Le immagini più delle parole

Non bastano certo poche righe per descrivere dettagliatamente i progressi compiuti dalla REGA dal 1952 ad oggi.
Per quanto concerne l'elicottero il balzo tecnologico compiuto in questi 60 anni è stato enorme. Le foto che accompagnano il testo non hanno bisogno di tanti commenti.
Un particolare riconoscimento in occasione di questo 60esimo anniversario della REGA va al dott. med. Bucher e agli altri co-fondatori. Questi pionieri del soccorso aereo hanno gettato le basi per la crescita di un'organizzazione che oggi ci viene invidiata da tutto il mondo.
Non a caso la REGA è stata eletta dagli svizzeri l'azienda rossocrociata più amata e popolare.
Come fan dell'ala rotante un altro pensiero speciale va naturalmente ai primissimi piloti d'elicottero che hanno prestato servizio per la GASS/REGA: Sepp Bauer, Hansueli Weber, Leonard Kunz, Oswald Matti, Emil Müller, Walter Demuth, Max Kramer, Alfred Glauser, Fernand Martignoni e naturalmente Hermann Geiger.

La documentazione fotografica è stata estratta dai libri "Fliegen, helfen, retten" e "Un'idea...".

HAB 04/2012