Geiger Hermann

Conosciuto internazionalmente con vari appellativi tra i quali Pilota dei ghiacciai, Aquila di Sion,San Bernardo volante, Soccorritore delle nevi, Samaritano dell'aria, Geiger è un emblema dell'aviazione svizzera. Grazie alle sue imprese aviatorie nei panni di soccorritore volante, la sua popolarità negli anni Cinquanta e Sessanta oltrepassò i confini nazionali. Pilota d’alianti e d'aeroplano ottenne nel 1957 la licenza di pilota d'elicottero. Ecco in sintesi la sua carriera aviatoria.
Hermann Geiger nacque il 27 ottobre 1914 nel piccolo villaggio vallesano di Savièse distante appena 3 km da Sion. Dopo le scuole dell'obbligo intraprese un apprendistato quale meccanico e in seguito lavorò in vari cantieri in Vallese e all’aeroporto di Berna. Ebbe così modo di avvicinarsi al mondo dell’aviazione, una passione che coltivava sin da bambino. Il 18 settembre 1939, dopo tanti sacrifici ottenne la licenza di pilota privato d'aeroplano. Con lo scoppio del secondo conflitto mondiale l'attività aviatoria civile rallentò notevolmente. Geiger continuò comunque a volare anche se unicamente a bordo di alianti.
Nell’aprile del 1947, dopo aver seguito una scuola per agenti di polizia ed aver lavorato a Winterthur, fece rientro a Sion dov'era stato nominato guardiano dell'aeroporto.
Nel settembre del 1948 la Sezione vallesana dell'Aero Club Svizzero (SVACS), che possedeva già due apparecchi del tipo Piper Cub, acquistò un aeroplano a 4 posti del tipo Cessna 170 che venne dotato di un sistema per lo sgancio in volo di materiale.
Grazie a questo dispositivo Geiger effettuò i primi voli di rifornimento per i cantieri idroelettrici e le zone discoste difficilmente raggiungibili nel periodo invernale, incrementando le entrate del locale Aero Club.
Nell'inverno del 1950-51, caratterizzato da forti nevicate, Geiger effettuò molti di questi voli in favore dei villaggi rimasti isolati, tra i quali anche Zermatt. Nel giro di pochi anni, grazie a queste missioni in alta montagna, accumulò una notevole esperienza. E' proprio durante queste missioni che maturò l'idea di posarsi sulla neve estendendo così le possibilità di trasporto dell'aeroplano. Ciò che gli mancava era un apparecchio dotato di un carrello provvisto di ruote per decollare da un aeroporto, e di sci per atterrare sulla neve.
Con l'apparizione del Piper Super Cub con motore da 125 cv l'idea di Geiger potè quindi concretizzarsi. Nell'aprile del 1952 la SVACS fu la prima in Svizzera ad acquistare uno di questi apparecchi.
Il 10 maggio 1952 Geiger atterrò sul Kandergletscher: fu quello il primo di una lunghissima serie di exploits. Dopo qualche problema con le leggi applicate dall'Ufficio aeroautico feerale (la legislazione sulla navigazione aerea non permetteva infatti ai piloti di atterrare fuori dagli aeroporti deignati se non in casi eccezionali), l'attività del pilota vallesano potè continuare.

Nel 1956, grazie una colletta organizzata dalla società cooperativa Coop fu possibile raccogliere i fondi (circa 500'000.-- Frs.) necessari all'acquisto di un Bell 47J Ranger (il primo di questa serie in Europa) destinato alla Società svizzera di salvataggio (SSS). Da quest'ultima nascerà poi, il 19 marzo 1960, la Guardia aerea svizzera di soccorso (GASS) oggi conosciuta come REGA.
L'apparecchio immatricolato HB-XAU venne presentato ufficialmente a Muttenz nei pressi di Basilea il 28 febbraio 1957 e fu lo stesso Geiger (nominato capo-pilota della SSS) a firmare l'atto ufficiale di consegna.

In quel periodo egli aveva iniziato in Francia, presso la scuola della Fenwick Aviation, la scuola per divenire pilota d’elicottero. Tra il 10 ed il 21 marzo 1957 continuò la formazione a Kloten-Dällikon istruito da Sepp Bauer. Successivamente, tra il 1° ed il 4 giugno, sempre con Bauer, proseguì la formazione per l’ottenimento dell'estensione ad effettuare atterraggi in alta montagna.

Da quel momento in poi l'aviatore vallesano iniziò a servirsi dell'elicottero per le sue missioni di soccorso e più tardi per il trasporto commerciale di persone e materiale.
Nonostante le limitate prestazioni del Bell 47J Ranger, Geiger, dimostrando grande perizia, compì salvataggi e trasporti nelle alpi svizzere, talvolta fino a quote di oltre 3'000 metri.

Il 1° agosto 1965, assieme a Luis Dallèves e Bruno Bagnoud Geiger fondò la compagnia di elitrasporto Air Glaciers. Pochi giorni dopo si recò a Marignane/Francia a ritirare l'SE 3160 Alouette 3 HB-XCB, il primo apparecchio civile di questo tipo ad essere impiegato in Svizzera.

L’anno seguente sull’aeroporto di Sion la sua brillante carriera purtroppo si interruppe tragicamente. Il 26 agosto, a soli 52 anni, in occasione di un volo d'istruzione con una giovane allieva, l’aeroplano Piper J3C sul quale sedeva in qualità di istruttore urtò in fase di decollo un aliante che stava atterrando. Ormai fuori controllo entrambi gli aeroplani precipitarono. Geiger a causa delle gravi ferite riportate morì durante il trasporto all’ospedale. Anche gli altri piloti coinvolti riportarono gravissime ferite. Il pilota dell’aliante morì purtroppo alcuni giorni più tardi.
Si concluse così la vita di Hermann Geiger, uno dei più famosi pionieri del volo alpino. Il suo nome resterà indissolubilmente legato alla storia del rifornimento e del soccorso aereo in alta montagna.
A distanza di molti anni le sue gesta sono ancora vive nella memoria di molti, soprattutto di quelli che ebbero modo di seguire le sue incredibili imprese e di apprendere i suoi insegnamenti, o di coloro che gli devono la vita.
Nel corso della sua attività aviatoria accumulò oltre 9'000 ore di volo a bordo di aeroplani, e più di 2'600 con elicotteri. Nel 1954 scrisse il libro “Geiger, pilote des glaciers” pubblicato in diverse edizioni. A lui sono dedicati vari libri tra i quali “In den Alpen mit Geiger” e “Hermann Geiger 1914-1966” e innumerevoli articoli sulla stampa. Il cinegiornale svizzero seguì sempre con grande interesse le sue imprese e gli dedicò molti servizi.
Nel 1958 le sue gesta lo videro tra i principali protagonisti del film “SOS, pilote des glaciers” diretto da Victor Vicas.
Nel corso degli anni il pilota vallesano ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti. Per i suoi interventi di salvataggio il 17 aprile 1959 fu insignito da Papa Giovanni XXIII della medaglia dell'Ordine Equestre Pontificio di San Gregorio Magno.

HAB 09/2009